lunedì 8 marzo 2010

Oggi scrivo: Sorgente del Vino Live 2010!

Probabilmente è stata la minaccia della neve, che per un attimo è scesa, a scongiurare una folla che sarebbe stata di difficile gestione, fatto sta che almeno nella giornata di domenica il salone di Sorgente del Vino è stato fantastico. Gente ce n'era tanta ma si riusciva comunque a girare e a scambiar quattro chiacchiere con tutti i produttori. Unico neo era forse la temperatura che in alcune sale era veramente penalizzante per i rossi (mi vengono in mente i rossi di La Stoppa e Fonterenza che avevano una finestra dietro le spalle). Bellissimo, ma lo sapevamo già, il castello con le splendide volte di mattoni a vista.
I veri protagonisti però erano i vini e i vignaioli, moltissimi. Dai grandissimi Baroli di Cappellano e Roagna (con macerazioni di tre mesi!), alle produzioni slovene e del Collio con i loro bianchi vinificati in macerazione: Franco Terpin, Dario Princic (pinot grigio da urlo), Cotar e La Castellada. I vini estremi di Frank Cornelissen con un Munjibel rosso mai così buono, il fantastico trebbiano di Guccione di palermo, piantato quando le rese erano nell'ordine dei 400 q.li per ettaro e portato a nuova vita con un'agricoltura responsabile, e i vini stanno li a dimostrarlo. Dalla provincia di Reggio Emilia i vini di Ca de Noci, protagonisti della nouvelle vague del lambrusco con il loro Sottobosco, ottenuto da varietà di lambrusco che hanno solo loro, oppure con lo splendido metodo classico da uve spergola, dall'acidità vibrante. Dai colli piacentini la bonarda 2004 di Lusenti che ora comincia a domare la carica tannica che la caratterizza, dalla toscana uno dei migliori brunello sul mercato: quello di Francesca e Margherita Padovani ovvero Campi di Fonterenza, peccato solo per la temperatura davvero troppo bassa, nel tavolo accanto l'enologo Giulio Armani presentava il suo Denavolo, interessante bianco macerato dei colli piacentini in diverse annate e i vini di La Stoppa grandi come sempre. Un altro plauso va ai vari Valtellina superiori di AR.PE.PE. sempre tesi e affascinanti, e allo Spigau Crociata: grande pigato di Fausto De Andreis di cui presenta diverse annate, io sono tornato a casa con una bottiglia 2004.
Ci sarebbero da scrivere ancora molte pagine sui vini che non ho assaggiato e che mi sarebbe piaciuto provare, ma tant'è. L'anno prossimo vedrò di rimediare.
L'unico rimpianto è aver dimenticato li due bottiglie prese da Lusenti. Che tonto... Sarà una buona scusa per andare a trovarlo in cantina!

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